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Il tramonto della realtà

Se ci guardiamo intorno, in qualsiasi città del mondo, ovunque vediamo persone con la testa bassa rivolta allo schermo di uno smartphone. Tuttavia abbiamo una scarsa consapevolezza dei cambiamenti che i media possono indurre nei nostri modi di pensare e di vivere la realtà. I media contemporanei, in particolare, devono gran parte del loro successo alla capacità di confezionare un mondo più piacevole e attraente di quello reale, privo di difetti e problemi. Per quanto tempo la realtà avrà ancora un senso per noi? Avremo ancora la necessità di vivere direttamente le nostre esperienze? Il libro descrive il ruolo sempre più invasivo dei media nella società contemporanea e il processo di progressiva fusione tra media e corpo umano, per farci riflettere sulle conseguenze di tali fenomeni per la nostra vita quotidiana.

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La società della performance

In “La società della performance”, Maura Gancitano e Andrea Colamedici, rivelano come la condizione dell’uomo contemporaneo sia strutturata per sostituire al mondo l’imitazione del mondo, all’espressione di sé l’esibizione di sé, alla narrazione lo storytelling, alla ricerca del senso della vita la ricerca di un livello sempre maggiore di benessere e visibilità. Una società che richiede costantemente opinioni, condivisioni ed esibizioni è una società che ha paura del silenzio, dello spazio, della costruzione, e dunque di un’autentica narrazione. Perché raccontarsi oggi significa fare addizioni, sommare like e post e immagini, non lasciare che qualcosa di sacro emerga da qualche parte di noi che si trova davvero in profondità. Come possiamo ritrovare la dimensione sacra e autentica dell’esistenza senza rimanere impigliati nelle maglie della società dell’immediatezza? Questo libro intende offrire una risposta, prendendo in esame il modo in cui sono cambiate le nostre relazioni e la condizione di disagio, attesa e paura di chi sente di non avere il proprio posto nel mondo.

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Sul silenzio

Il nostro tempo è inquinato dal rumore. Pare che il desiderio di distrazione abbia vinto la partita: difficile trovare un luogo in cui il silenzio non sia rotto da qualcuno che schiaccia un pulsante e lo distrugge. Per non dire dei dispositivi elettronici. Prima dell’avvento degli smartphone ci si parlava a tavola, sui tram, durante una passeggiata. Adesso, si consultano le mail o si manda un sms, buttando là di tanto in tanto una parola per dimostrare agli altri che esistono, anche se a intermittenza. In questo frastuono frenetico, diventa difficile ascoltare la parte più vera di sé. Come forma di resistenza nasce allora l’aspirazione al silenzio attraverso la disconnessione, il ritiro in luoghi isolati e il camminare, che conosce un successo prodigioso.

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Creatività e pensiero laterale

Se si affronta un problema con il metodo razionale del pensiero si ottengono dei risultati logicamente corretti ma che, proprio per questo, sono già implicitamente compresi nell’esposizione del problema stesso. Quando si richiede invece una soluzione veramente diversa e innovativa si deve stravolgere il problema, partire dal punto più lontano possibile, ribaltare i dati, mescolare le ipotesi, negare certe sicurezze e addirittura affidarsi ad associazioni di idee del tutto casuali. Il libro è un vero e proprio manuale di pratica dell’invenzione e della fantasia.

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Tecnoliquidità

Stiamo vorticosamente precipitando in una “società incessante”, sempre attiva, sempre più incapace di staccare la spina, sempre intenta a digitare, a twittare, a condividere, senza differenze tra giorno e notte, tra feriale e festivo, tra casa e ufficio, forse avviata verso una colossale dipendenza dalla “connessione”. In tal modo la rivoluzione digitale e la virtualizzazione della realtà intercettano, esaltano e plasmano alcune caratteristiche dell’uomo liquido: il narcisismo, la velocità, l’ambiguità, la ricerca di emozioni e il bisogno di infinite relazioni light. Tuttavia la caratteristica fondamentale della socialità tecnoliquida consiste nella pervasiva tecnomediazione della relazione. In fondo, però, si ha la sensazione che la fine della società di massa e il transito nella tecnoliquidità postmoderna dovranno fare i conti con l’esasperazione della solitudine esistenziale dell’individuo e forse non sarà Facebook, né Twitter o neanche ogni altra forma di “socializzazione virtuale” a placare l’irriducibile bisogno di “incontro con l’altro-da-sé” che è proprio dell’uomo e della donna di ogni epoca: il bisogno di “incontro con l’altro” nell’autenticità è così prepotente e vitale che oltrepasserà il mondo tecnoliquido.

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Oltre il nudge

Siamo esseri razionali, ma con una razionalità limitata dall’incertezza dell’ambiente e dalle caratteristiche della nostra mente. Questa duplice condizione ci porta a prendere decisioni talvolta imperfette da un punto di vista economico. Non solo nel privato: anche come cittadini siamo soggetti a molte deviazioni dalla razionalità. A questo proposito il premio Nobel per l’economia Richard H. Thaler ed il giurista Cass Sunstein hanno coniato il termine «nudge»: a indicare una «spinta gentile» che lo Stato può fornire al fine di farci prendere decisioni efficaci in diversi ambiti cruciali della nostra vita, come la salute (fare o non fare i vaccini) e l’economia (sottoscrivere o meno una pensione integrativa). Nel presentare una nuova versione del «nudge», aggiornata alle recenti scoperte delle scienze comportamentali, il volume illustra i processi cognitivi che sottendono il successo delle strategie e delle politiche utili al nostro benessere e alla nostra felicità.

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Media e potere

L’opera in questione, è una raccolta di saggi, scritti dal filosofo americano nel corso degli ultimi anni. Una riflessione sul rapporto tra mezzi di comunicazione, potere e controllo sociale. Un’analisi critica sulle strategie di addomesticamento e massificazione dell’individuo. A partire da quelle che definisce “Le 10 regole per il controllo sociale”, Chomsky analizza storicamente e socialmente, le strategie che il potere, mette in atto per manipolare la società. Un piccolo libro introduttivo, verso quella che è, la complessa opera di Noam Chomsky

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Il vicolo cieco

Un lavoro, un progetto, una relazione: tutto, all’inizio, costituisce un’esperienza eccitante. Poi subentrano i primi ostacoli e, infine, arriva la fase più difficile. Quella in cui non vi divertite più e dovete solo stringere i denti. A quel punto vi domandate se ne vale davvero la pena. Forse siete entrati nel “fossato”: una crisi temporanea che potete superare con uno sforzo in più. Oppure si tratta di un vicolo cieco, una situazione che non potrà mai migliorare, neppure con il massimo impegno. Secondo Seth Godin, ciò che caratterizza i migliori è la capacità di reagire nel modo giusto: cioè mollare subito, senza sensi di colpa, i vicoli ciechi e impegnare le proprie risorse per conquistare l’altra sponda del fossato. I vincenti sanno che i fossati più larghi e difficili riservano il premio migliore e che diventando leader di una nicchia conseguiranno profitti, gloria e sicurezza per il futuro. Questo piccolo libro vi aiuta a capire se vi trovate in un fossato e vi incoraggia a superarlo perché vi ripagherà delle vostre fatiche. Se invece siete in un vicolo cieco, vi aiuta a trovare il coraggio di mollare, perché possiate essere vincenti in un’altra iniziativa.

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Triggers 

Le nostre reazioni non nascono dal nulla, ma sono il risultato di specifici meccanismi di attivazione presenti nel nostro ambiente e di cui non ci rendiamo conto. Tali meccanismi svolgono un’azione costante e inarrestabile. Dalla cucina si diffonde il profumo di arrosto e improvvisamente le raccomandazioni del medico sul livello di colesterolo passano in secondo piano. Il telefono si mette a cinguettare e subito tutta l’attenzione è per ciò che compare sullo schermo anziché per la persona di fronte a noi. In queste e in tante altre situazioni l’ambiente sembra davvero essere al di fuori del nostro controllo. In realtà, non è affatto così, poiché, abbiamo sempre la possibilità di scegliere come rispondere. Ricco di storie e aneddoti illuminanti, il libro di Goldsmith può essere letto come un manuale in grado di mostrare come ottenere un cambiamento positivo nella nostra vita e diventare le persone che desideriamo essere.

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Il bisogno di pensare

«Perché vivete? Quale scopo date al vostro essere qui? Cosa volete da voi stessi?» In questo nuovo libro Vito Mancuso ingaggia un dialogo serrato con i suoi lettori per risalire alle sorgenti di un bisogno primordiale dell’uomo, di una speciale capacità che ci caratterizza in modo peculiare distinguendoci da tutti gli altri esseri viventi: il nostro bisogno di pensare. È a partire da questa urgenza interiore, strettamente legata al desiderio e al sogno di una vita diversa e migliore, che Vito Mancuso ci sprona a tornare a «pensare con il cuore», senza barriere, preconcetti o tabù, e senza altro dogma che la ricerca costante del Bene. Così, nel movimento ora logico ora caotico delle nostre esistenze, questo libro diventa una guida capace di orientarci in quei momenti in cui siamo chiamati a scegliere se resistere strenuamente oppure arrenderci al flusso della vita. E, nei tempi sempre più indecifrabili che ci troviamo ad affrontare, ci invita a prestare attenzione al valore infinito di ogni istante, per raggiungere quella desiderata pace interiore, quell’equilibrio tanto atteso di chi ha finalmente trovato un senso al suo essere al mondo.

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