Archivi categoria: Ruolo e posizionamento

Per ruolo si intende il tipo di utilità  che si vuole rappresentare sul mercato interno. Per posizionamento il modo con il quale si vuole comunicare il ruolo scelto.

Focus

Nicky Spurgeon è il migliore, il più scaltro, un manipolatore senza eguali. Cresciuto da una famiglia di borseggiatori, ha messo in piedi un’azienda in grado di architettare i colpi più audaci. Jess, la bionda che gli è capitata al tavolo una sera a cena, vuole entrare a farne parte. Nicky la testa, a New Orleans, e s’innamora. Ma lei non serve più e la lascia per strada. Tre anni dopo, sul circuito di Formula Uno di Buenos Aires, mentre si appresta a giocare duro, Nicky ritrova Jess. Cosa ci fa lei lì? E lui, per chi o cosa si è mosso in realtà?

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Le piccole grandi cose

Là fuori, appena oltre la soglia dell’azienda, c’è il mercato, con le sue sfide. Per sopravvivere, oggi più che mai, occorre creare nuovi valori. Un concetto importante, indubbiamente. Ma non basta riconoscerlo, bisogna andare oltre per cogliere le piccole cose che stanno concretamente alla sua base. Cose che fanno la differenza. Cose che fanno scattare la molla del successo. Piccole grandi cose, in grado di generare il valore aggiunto alla massima potenza. Le dimensioni dell’azienda non contano, e non c’è “visione” così ampia che possa permettersi di perdere di vista i dettagli essenziali. Al di là dei meccanismi dell’economia globale, oltre le leggi dei grandi numeri c’è una semplice, incontestabile verità: l’eccellenza è un traguardo alla portata di chiunque.

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L’arte di risalire

Un incontro di lavoro in un noto caffè milanese diventa lo spunto per iniziare una chiacchierata sul tema della resilienza e sulle sue implicazioni nella vita di tutti i giorni. Prendendo spunto da vicende ed esperienze sportive personali, la conversazione si sposta verso una rievocazione di eventi particolarmente drammatici che hanno colpito personaggi importanti e famosi del mondo dello sport, campioni che hanno subito gravi incidenti e “stop alla carriera”. Perché qualcuno ce l’ha fatta a tornare, reinventandosi vita e carriera, e altri no? Quali sono i meccanismi che regolano la resilienza e come si può migliorare questa favolosa facoltà che tutti abbiamo? È proprio necessario ricorrere al doping per migliorare le proprie prestazioni? Sono tutte tematiche di grande interesse per sedentari e sportivi, costretti entrambi ad affrontare quotidianamente prove e situazioni difficili. L’esempio fornito dai campioni dello sport può essere di grande utilità per la vita di tutti i giorni.

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L’arte di tacere

Un libro tanto divertente quanto necessario ai nostri tempi. Questa breve trattazione dell’abate Dinouart, apparsa per la prima volta nel 1771 e da allora continuamente ristampata, propone un vero e proprio ribaltamento prospettico del problema comunicativo. La smania di parlare e di scrivere è una patologia conclamata della nostra era ossessionata dal bisogno di esternazione a ogni costo. L’arte di Tacere non è un semplice invito al silenzio, ma un’analisi delle infinite possibilità della continenza verbale e scritta. “Il silenzio è necessario in molte occasioni” dice l’abate “ma bisogna sempre essere sinceri: è possibile tenere per sé certi pensieri, ma non fingerli. Esistono delle maniere di tacere senza chiudere il proprio cuore, di essere discreto senza essere cupo e taciturno, di nascondere alcune verità senza coprirle con menzogne”.

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L’ultima tempesta

Il 18 febbraio 1952 violenti raffiche di grecale colpiscono il New England, tormentando le città lungo la costa orientale degli States e scatenando il caos sulle navi finite disgraziatamente lungo le loro mortali traiettorie. Tra le navi in pericolo vi è la SS Pendleton, una petroliera diretta a Boston con a bordo più di 30 marinai. Con l’imbarcazione squarciata e in rapido affondamento, l’ufficiale più anziano a bordo, Ray Sibert, si rende presto conto che spetta a lui prendersi carico dell’equipaggio per far vincere ogni paura agli uomini e portarli a metter da parte le differenze tra loro per collaborare come un solo uomo. Nel frattempo, la notizia del disastro raggiunge la stazione della guardia costiera di Chatham, dove il maresciallo Daniel Cluff ordina un’audace operazione di salvataggio. Nonostante le condizioni climatiche avverse, quattro uomini sotto la guida del capitano Bernie Webber partono su una scialuppa di salvataggio alla volta della SS Pendleton, sfidando il mare agitato e la sorte.

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L’arte della guerra

“L’arte della guerra” è probabilmente il più famoso trattato di strategia militare al mondo. Scritto più di 2500 anni fa da Sun Tzu, generale dell’esercito di Wu, ha conosciuto una diffusione e una fortuna straordinarie. A farne una pietra miliare e una guida perfettamente attuale è l’attenzione ad aspetti fondamentali: la razionalità lucida con cui esaminare i mezzi e i fini; la lungimiranza con cui valutare e adottare le decisioni; l’adattabilità alle mutevoli condizioni dell’ambiente esterno. Così nel corso dei secoli quest’opera è diventata un punto di riferimento per chi voglia imparare a competere, anche oltre il contesto militare. L’originale e accessibile percorso di lettura proposto da Buttignol riprende gli insegnamenti dello stratega cinese per applicarli al mondo del business di oggi: ne emergono l’assoluta modernità e l’assonanza con alcune delle più importanti teorie manageriali.

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Il gioiellino

La Leda è una delle maggiori aziende agro-alimentari del Paese: ramificata nei cinque continenti, quotata in Borsa, in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori. Quello che si dice un gioiellino. Il suo fondatore, Amanzio Rastelli, padre padrone dell’azienda, ha messo ai posti di comando i suoi parenti più stretti: il figlio, la nipote, più alcuni manager di provata fiducia – malgrado i loro studi si fermino al diploma in ragioneria. Un management inadeguato ad affrontare le sfide che il mercato richiede a Leda. E infatti il gruppo s’indebita. Sempre di più. Non basta falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori attraverso operazioni di finanza creativa sempre più ardite…La voragine è diventata troppo grande e si prepara a inghiottire tutto.

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Perfetti sconosciuti

Nel corso di una cena, che riunisce un gruppo di amici, la padrona di casa Eva, ad un certo punto, si dice convinta che tante coppie si lascerebbero se ogni rispettivo controllasse il contenuto del cellulare dell’altro. Parte così una sorta di gioco per cui tutti dovranno mettere il proprio telefono sul tavolo e accettare di leggere sms/chat o ascoltare telefonate pubblicamente. Quello che all’inizio sembra un passatempo innocente diventerà man mano un gioco al massacro e si scoprirà che non sempre conosciamo le persone così bene come pensiamo. Col procedere della serata, in maniera progressiva, verranno svelati i lati segreti di ognuno, sino ad arrivare a un finale inaspettato.

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True blue

Il film racconta la rivalità tra le squadre di canottaggio delle università di Oxford e di Cambridge, che nel 1987 si sfidarono nella leggendaria Boat Race, la più entusiasmante e difficoltosa gara a cui partecipano le migliori squadre universitarie di canottaggio. Un gioco di squadra dove l’unione fa la forza ed ogni incrinatura tra i componenti del gruppo può voler dire la loro fine. 

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Come Ghandi

Gandhi era un non violento, ma non un pacifista. Nutriva ben poca stima per la passività, e ancora meno per la debolezza morale. Per Gandhi la lotta ha i suoi vantaggi: nel conflitto si comprende il punta di vista altrui e si allarga la propria prospettiva. Con la lotta giungiamo a una visione più ampia della verità.

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