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La scienza della persuasione

Ogni giorno – dalle mura di casa all’aula scolastica, dalla sala riunioni ai social media – tutti cerchiamo di influenzare chi ci circonda. Tuttavia, molto di ciò che mettiamo in atto per condizionare gli altri è privo di efficacia, se non controproducente, perché non è compatibile con il modo in cui funziona la nostra mente. Tali Sharot, basandosi sui risultati delle ultime ricerche in neuroscienze, economia comportamentale e psicologia, scava sotto la superficie dei principi che comunemente guidano la nostra attività di influenzamento, ne dimostra l’infondatezza e ci dà una nuova comprensione del comportamento umano.

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Prima di domani

Samantha si sveglia e crede di avere davanti a sé una giornata speciale, perché è il “giorno dei cupidi” nel suo liceo e perché lei e Rob, il suo ragazzo, hanno in programma una serata importante. La giornata è in verità molto più speciale di quel che crede e si ripeterà uguale a se stessa, come per una sorta di scherzo del destino, finché Sam non capirà come viverla appieno, nel modo giusto: come se fosse l’ultima.

L’abito non mente

La nostra è un’epoca in cui è attribuita un’enorme importanza al peso dato all’immagine che abbiamo di noi e a come appariamo agli altri. Ora l’immagine stessa è essenza della nostra identità. Se un tempo si nasceva con un’identità “preconfezionata”, derivante dal ceto, dalla provenienza geografica, dal grado di istruzione, ora essa è un costrutto “liquido”, che va costantemente costruito e negoziato. E così che anche l’abbigliamento aiuta a definire il sé, attraverso la costruzione sia dell’idea che abbiamo di noi sia di quella che vogliamo che gli altri abbiano di noi.

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Perché esco a comprare il latte e torno con un televisore

Perché esco a comprare il latte e torno con un televisoreAlcune delle nostre decisioni sono così folli se guardate in retrospettiva che difficilmente possiamo credere di averle mai prese davvero. Eppure sì, l’abbiamo fatto… I dubbi tormentano: scegliere “di pancia” o “di testa”? Delegare o controllare? Cambiare lavoro o restare? E se le opzioni sono troppe? Jochen Mai ci guida attraverso i risultati più recenti della psicologia cognitiva, dell’economia comportamentale e degli studi sul cervello, per svelarci i meccanismi nascosti che si attivano ogni qual volta prendiamo una decisione. Offre inoltre consigli pratici, presenta diverse tecniche decisionali, fornisce esempi concreti per affrontare le nostre prossime decisioni più consapevolmente. Identificando gli errori di ragionamento più classici in cui cadiamo e i dilemmi in cui ci ritroviamo incastrati di volta in volta, Jochen Mai ci dice come migliorare le nostre capacità decisionali, rendendoci più autonomi, meno influenzabili e più soddisfatti! Cosa influenza le nostre decisioni? Come arriviamo a maturarle? Perché oggi decidiamo una cosa e domani qualcosa di completamente diverso? Cosa distingue gli uomini dalle donne in fatto di decisioni? Cosa guida le nostre scelte in famiglia e con il partner? E al lavoro? E al supermercato? Una sola decisione buona o cattiva può cambiare il corso della nostra vita per sempre. Questa guida completa alla scienza della decisione ci insegnerà a valutare, ponderare, prendere una direzione anziché un’altra, e ci farà aprire gli occhi sulle trappole lungo il percorso che porta a una scelta, senza dovercene così pentire subito dopo.

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L’ora più buia

L'ora più buiaAmbientato all’inizio della Seconda guerra mondiale, l‘ora più buia cui fa riferimento il titolo è il momento cruciale della scelta, da parte del Primo ministro britannico Winston Churchill, tra l’armistizio con la Germania nazista e l’intervento nel conflitto armato. Di fronte all’avanzata dell’esercito tedesco e all’imminente invasione della Gran Bretagna, Churchill è chiamato a decidere tra la tutela del Paese in nome di una pace apparente e temporanea e la difesa dei propri ideali di autonomia e libertà. 

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Il mondo è pieno di cretini o sei tu che non riesci a farti capire?

Il mondo è pieno di cretini

Siete mai usciti da una riunione con l’impressione che nessuno abbia capito il vostro punto di vista? Avete mai avuto il sospetto che il vostro interlocutore non abbia compreso nulla di quello che gli avete detto? Vi è mai capitato di sentirvi come se foste caduti in mezzo a un gruppo di alieni? Spesso le difficoltà di comunicare con gli altri, o di comprenderli, ci spingono a pensare di essere circondati da una manica di… cretini. Ovviamente non è così, e il problema è che il più delle volte non sappiamo distinguere la personalità dei nostri interlocutori. Basandosi sulle più aggiornate ricerche nel campo dell’analisi comportamentale, lo psicologo svedese Thomas Erikson, divide le persone in 4 gruppi: a)rosse – dominanti, competitive, impazienti; b)blu – analitiche, prudenti, precise; c)gialle – estroverse, empatiche, creative e d)verdi – affidabili, pazienti, perseveranti. Quattro categorie ideali che si rivelano decisive per imparare a “leggere” gli altri e a comunicare con loro in maniera rilassata ed efficace. Un metodo innovativo per evitare equivoci, conoscere meglio noi stessi e gli altri.

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L’arte di passare all’azione

Nel suo stile semplice, immediato, pacato – e anche per questo convincente ed efficace – l’autore ci insegna come il segreto della felicità stia nell’accettazione anche di tutte quelle piccole cose che proprio non ci piacciono e che ci pesa tantissimo fare. Imparare a smettere di rimandare, fare subito e serenamente quel che c’è da fare, senza subirlo e senza farcene condizionare, in modo da toglierselo dai pensieri e passare a quello che davvero ci preme è il metodo rivoluzionario che Krech mutua dalla psicologia giapponese, in particolare da Terapia Morita, Naikan e Kaizen. Con le sue riflessioni, esempi, aneddoti, provocazioni e proposte di azioni solo apparentemente minime o irrilevanti, Krech ci insegna a cambiare il nostro approccio alla vita stessa, nella convinzione che lo stress più grande ci venga dalle cose che sappiamo di dover fare, ma che continuiamo a rimandare.

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Il diritto di contare

L’incredibile storia mai raccontata di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, tre brillanti donne afroamericane che – alla NASA – lavorarono ad una delle più grandi operazioni della storia: la spedizione in orbita dell’astronauta John Glenn, un obbiettivo importante che non solo riportò fiducia nella nazione, ma che ribaltò la Corsa allo Spazio, galvanizzando il mondo intero.

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Il magico potere del fallimento

Chi ha detto che il segreto della felicità è il successo? Questo libro liberatorio dimostra il contrario: non c’è storia di vera crescita che non sia stata costruita attraverso errori, sconfitte, delusioni. Tutti conosciamo la parabola di Steve Jobs, licenziato in un primo momento dall’azienda che poi egli stesso trasformò in un colosso, ma anche grandi uomini politici come Lincoln e De Gaulle, artisti come Ray Charles, scrittori come J.K. Rowling e campioni come Rafa Nadal sono diventati sé stessi accettando la sconfitta. Charles Pépin racconta con estro di narratore storie di cadute e risurrezioni, e per farlo ci guida alla scoperta del pensiero di san Paolo, Nietzsche, Freud e Sartre. Il suo messaggio è profondo: per diventare quelli che siamo ed esprimere il nostro potenziale dobbiamo accettare l’esperienza del rischio e non limitarci a scegliere tra alternative note e rassicuranti. Ma soprattutto ci riguarda come cittadini e genitori, chiama in causa il nostro modo di lavorare e di stare con gli altri, e ci apre gli occhi sulla ricchezza delle opportunità e delle scoperte che la varietà del mondo ci può offrire.

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