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Perché esco a comprare il latte e torno con un televisore

Alcune delle nostre decisioni sono così folli se guardate in retrospettiva che difficilmente possiamo credere di averle mai prese davvero. Eppure sì, l’abbiamo fatto… I dubbi tormentano: scegliere “di pancia” o “di testa”? Delegare o controllare? Cambiare lavoro o restare? E se le opzioni sono troppe? Jochen Mai ci guida attraverso i risultati più recenti della psicologia cognitiva, dell’economia comportamentale e degli studi sul cervello, per svelarci i meccanismi nascosti che si attivano ogni qual volta prendiamo una decisione. Offre inoltre consigli pratici, presenta diverse tecniche decisionali, fornisce esempi concreti per affrontare le nostre prossime decisioni più consapevolmente. Identificando gli errori di ragionamento più classici in cui cadiamo e i dilemmi in cui ci ritroviamo incastrati di volta in volta, Jochen Mai ci dice come migliorare le nostre capacità decisionali, rendendoci più autonomi, meno influenzabili e più soddisfatti! Cosa influenza le nostre decisioni? Come arriviamo a maturarle? Perché oggi decidiamo una cosa e domani qualcosa di completamente diverso? Cosa distingue gli uomini dalle donne in fatto di decisioni? Cosa guida le nostre scelte in famiglia e con il partner? E al lavoro? E al supermercato? Una sola decisione buona o cattiva può cambiare il corso della nostra vita per sempre. Questa guida completa alla scienza della decisione ci insegnerà a valutare, ponderare, prendere una direzione anziché un’altra, e ci farà aprire gli occhi sulle trappole lungo il percorso che porta a una scelta, senza dovercene così pentire subito dopo.

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Il mondo è pieno di cretini o sei tu che non riesci a farti capire?

Siete mai usciti da una riunione con l’impressione che nessuno abbia capito il vostro punto di vista? Avete mai avuto il sospetto che il vostro interlocutore non abbia compreso nulla di quello che gli avete detto? Vi è mai capitato di sentirvi come se foste caduti in mezzo a un gruppo di alieni? Spesso le difficoltà di comunicare con gli altri, o di comprenderli, ci spingono a pensare di essere circondati da una manica di… cretini. Ovviamente non è così, e il problema è che il più delle volte non sappiamo distinguere la personalità dei nostri interlocutori. Basandosi sulle più aggiornate ricerche nel campo dell’analisi comportamentale, lo psicologo svedese Thomas Erikson, divide le persone in 4 gruppi: a)rosse – dominanti, competitive, impazienti; b)blu – analitiche, prudenti, precise; c)gialle – estroverse, empatiche, creative e d)verdi – affidabili, pazienti, perseveranti. Quattro categorie ideali che si rivelano decisive per imparare a “leggere” gli altri e a comunicare con loro in maniera rilassata ed efficace. Un metodo innovativo per evitare equivoci, conoscere meglio noi stessi e gli altri.

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L’arte di passare all’azione

Nel suo stile semplice, immediato, pacato – e anche per questo convincente ed efficace – l’autore ci insegna come il segreto della felicità stia nell’accettazione anche di tutte quelle piccole cose che proprio non ci piacciono e che ci pesa tantissimo fare. Imparare a smettere di rimandare, fare subito e serenamente quel che c’è da fare, senza subirlo e senza farcene condizionare, in modo da toglierselo dai pensieri e passare a quello che davvero ci preme è il metodo rivoluzionario che Krech mutua dalla psicologia giapponese, in particolare da Terapia Morita, Naikan e Kaizen. Con le sue riflessioni, esempi, aneddoti, provocazioni e proposte di azioni solo apparentemente minime o irrilevanti, Krech ci insegna a cambiare il nostro approccio alla vita stessa, nella convinzione che lo stress più grande ci venga dalle cose che sappiamo di dover fare, ma che continuiamo a rimandare.

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Il magico potere del fallimento

Chi ha detto che il segreto della felicità è il successo? Questo libro liberatorio dimostra il contrario: non c’è storia di vera crescita che non sia stata costruita attraverso errori, sconfitte, delusioni. Tutti conosciamo la parabola di Steve Jobs, licenziato in un primo momento dall’azienda che poi egli stesso trasformò in un colosso, ma anche grandi uomini politici come Lincoln e De Gaulle, artisti come Ray Charles, scrittori come J.K. Rowling e campioni come Rafa Nadal sono diventati sé stessi accettando la sconfitta. Charles Pépin racconta con estro di narratore storie di cadute e risurrezioni, e per farlo ci guida alla scoperta del pensiero di san Paolo, Nietzsche, Freud e Sartre. Il suo messaggio è profondo: per diventare quelli che siamo ed esprimere il nostro potenziale dobbiamo accettare l’esperienza del rischio e non limitarci a scegliere tra alternative note e rassicuranti. Ma soprattutto ci riguarda come cittadini e genitori, chiama in causa il nostro modo di lavorare e di stare con gli altri, e ci apre gli occhi sulla ricchezza delle opportunità e delle scoperte che la varietà del mondo ci può offrire.

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Le trappole della mente

Guida pratica agli scherzi che ci tendono la nostra mente e il nostro modo di pensare, per sopravvivere nella giungla dei nostri pensieri e chiudere il libro sorridendo. Vi è mai successo di bloccarvi nell’inutile tentativo di ricordare un nome? Oppure di controllare più e più volte la valigia appena fatta nel dubbio di aver dimenticato qualcosa? O di dannarvi a rivangare un passato che non si può più cambiare? Siete in buona compagnia: come insegna l’autore di questo libro, chiunque prima o poi è caduto vittima delle cosiddette “trappole della mente”. Molteplici e sempre pronte a scattare, queste abitudini a pensare in modo sbagliato non soltanto ci complicano l’esistenza, ma ci sottraggono tempo ed energia preziosi. Evitarle è possibile, basta imparare a riconoscerle, in modo da riconoscere i processi mentali e i loro passaggi inutili, veri e propri vuoti di consapevolezza in cui spesso si precipita ma contro i quali si possono adottare opportune strategie d’uscita.

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Come essere stoici

Ogni qualvolta ci chiediamo cosa mangiare, in che modo amare, o semplicemente come fare a essere felici, ci stiamo in realtà domandando come condurre nel migliore dei modi la nostra vita. In “Come essere stoici”, il filosofo Massimo Pigliucci propone di trarre ispirazione dall’antica filosofia che guidava Seneca e il grande imperatore Marco Aurelio: lo stoicismo. Dopo averlo compreso, potremo finalmente rispondere a tante domande che ci assillano quotidianamente. Dobbiamo sposarci o divorziare? Come possiamo risparmiare in un mondo quasi distrutto dalla crisi finanziaria? In che modo sopravvivere a una grande tragedia personale? Impareremo così ad agire sulla base di ciò che è realmente sotto il nostro controllo, e di separare ciò per cui vale davvero la pena preoccuparsi da tutto il resto.

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? Il paradosso dell’ignoranza

Perché quella faccia triste, lettore? Non sapere ti rende infelice. Non sai nulla di quello che ti circonda: non sai come fa a volare l’aereo che ti porterà a Londra, come funziona il wi-fi, quanta acqua c’è nell’Oceano Atlantico. Sai cosa vuol dire entelechìa? Quanti capelli abbiamo in testa? Hai mai provato a contare tutte le stelle? No, ma l’ha già fatto l’astronomo Ipparco, e le notizie non sono buone: non potremo saperlo mai. Anche sapere ti rende infelice: sai benissimo che più cose riuscirai a conoscere più diventerai ignorante.

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Qualche breve lezione sul cervello

Un organo indispensabile alla vita. 1400-1500 grammi. Due emisferi. Due metri quadrati di corteccia cerebrale. Cento miliardi di neuroni. Cento miliardi di cellule gliali. Trecento milioni di sinapsi. Jean-Didier Vincent, il fisiologo francese racconta la storia delle scoperte sul cervello – da Cartesio fino a oggi -. Le scoperte importanti su questo organo fondamentale quanto il cuore per la sopravvivenza e la vita in generale sono state molto tardive perché il cervello, a differenza di altri organi, non rivela nulla all’esame autoptico: ha bisogno di essere letto con microscopi, di essere indagato con risonanze magnetiche e Tac. È per questo che le grandi scoperte sono avvenute negli ultimi 50 anni. Questo libro racconta il percorso scientifico di indagine a partire dalle origini e a che punto siamo arrivati. Uno strumento semplice e fondamentale negli anni più “mentali” di tutta la storia dell’uomo.

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La mentalità vincente

Per praticare sport di alto livello la tecnica e l’allenamento non bastano. Senza la preparazione mentale, anche un atleta di talento rischia di non riuscire a esprimere e gestire il suo potenziale. In particolare la mindfulness, che consiste nel saper accrescere la consapevolezza delle proprie esperienze focalizzandosi sul presente, è la chiave per poter realizzare prestazioni sportive eccellenti. Con questo atteggiamento, ogni atleta può sviluppare alcuni “superpoteri” che gli permettono di vivere un’esperienza ottimale, di entrare in uno “stato di lusso”, immergendosi completamente nella propria attività senza farsi sopraffare dall’ansia da performance e da risultato. Numerosi sono i riferimenti in chiave divulgativa alle neuroscienze e alla fisiologia, a film e a spaccati di vita di grandi campioni dello sport. In questo libro, Mumford condivide le tecniche e le strategie adottate nella vita e con i superatleti da lui allenati. Coach e oratore di tutto rispetto, ha uno stile d’insegnamento carismatico, che combina accessibili pratiche di mindfulness con suggestioni derivanti da alcune icone della cultura pop, come Yoda, Indiana Jones e Bruce Lee. Le sue tecniche collaudate, graduali e all’avanguardia al tempo stesso, possono trasformare i risultati di chiunque voglia ottimizzare le proprie prestazioni, a prescindere dall’attività.

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Comunicare non basta

In una società come la nostra in cui la comunicazione sembra essere la chiave di tutto, il dilemma delle relazioni umane è la “Babele” degli scontri caratteriali: ognuno capisce quello che gli serve e risponde unicamente a quello che vuole e può aver capito. L’ostacolo è rappresentato dalle interpretazioni, dalle proiezioni e dall’evocato emotivo che l’argomento suscita negli interlocutori, i quali sono poco disponibili a dare fiducia all’altro e quindi ad ascoltarlo. Un libro dedicato ai professionisti della salute e anche a tutti coloro che della comunicazione fanno oggetto di studio.

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