Archivi categoria: Prossemica

E’ la scienza che studia lo spazio e le distanze tra due o più individui.

..per imparare a fare e a ricevere critiche

Barbara Berckhan offre una guida pratica a chi vuole finalmente riuscire a dire cos’è che non sopporta o non approva, senza spiacevoli effetti collaterali; a chi non vuole semplicemente essere vittima di una critica, ma vuole trarne il meglio per sé. La vita è costellata di motivi di lamentela, brontolii, frustrazioni, quando non di vera e propria insoddisfazione. A volte non sappiamo bene cosa dire e come agire per non provocare tensioni o litigi, per non abbattere, o semplicemente perché il problema non sia ignorato, ma risolto. Talvolta, al contrario, potremmo essere noi il “problema”, l’oggetto della critica, troppo sensibili per non lasciare che sia colpita la nostra autostima, o per coglierla come un’occasione per migliorare. Con questo libro sapremo come fare in futuro.

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Al gusto di cioccolato

Un novizio chiese al priore: “Padre, posso fumare mentre prego?” e venne severamente redarguito. Un secondo novizio chiese allo stesso priore: “Padre, posso pregare mentre fumo?” e fu lodato per la sua devozione. C’è poco da ridere! Il più potente strumento di manipolazione – spiega l’autore – è il linguaggio e questo libro intende proprio aiutare il lettore a riconoscere i trucchi di politici, pubblicitari e venditori, media, astrologhi, maghi, fattucchiere…

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Bla bla bla

Avete mai partecipato a così tante riunioni da non riuscire più a lavorare? Siete mai arrivati al termine di un telegiornale sapendone meno di prima? Avete mai rischiato di addormentarvi durante un’importante ma prolissa presentazione? Benvenuti nel mondo del “bla bla bla”, dove il pensiero rischia la paralisi. Il libro di Dan Roam offre una via di uscita: il cosiddetto “pensiero vivido”. In “Bla Bla Bla” illustra come rendere chiari ed evidenti anche i temi più complessi.

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Più dai più hai

Per molto tempo avete pensato al successo come una conseguenza di fattori individuali: passione, lavoro duro, talento e fortuna. E, magari, vi siete nascosti dietro un alibi diffuso (e menzognero): non si può far carriera se non si è (almeno un po’) “stronzi”, e ai “buoni” è riservato – al massimo – un posto in paradiso ma non nelle classifiche dei più ricchi. Eppure nel mondo di oggi, in rapida e drammatica evoluzione, l’affermazione di sé dipende sempre più da come interagiamo con gli altri. Lo dimostra Adam Grant, giovane e brillante docente alla Wharton School, in un libro illuminante e controintuitivo. L’autore traccia tre profili che corrispondono ad altrettanti stili di azione: il giver (colui che antepone il dare al ricevere), il matcher (colui che, nel rapporto dare-avere punta al pareggio) e il taker (colui che prende e basta). Crediamo che i vincenti appartengano a gueste ultime due tipologie? A uno sguardo più attento è invece il giver a salire i gradini che conducono all’eccellenza, mentre il taker è condannato ad affondare. “Più dai più hai” ci costringe a ribaltare lo schema abituale, secondo cui prima bisogna arrivare all’affermazione e poi (casomai) concedere qualcosa agli altri. Il successo dell'”altruista” è unico e duraturo: non crea divisioni, conduce a un risultato pieno e senza compromessi, si riflette positivamente su chi sta attorno, si moltiplica anziché concentrarsi su una persona sola.

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Le più belle storie zen

Quando qualcosa supera la descrizione concettuale e tuttavia vuole essere comunicato si possono seguire alcune strade.
Si può dire che è indicibile, utilizzare affermazioni negative (non è…), si può sostenere che certi argomenti sono impossibili da trattare secondo logica, si possono raccontare delle storie. Le storie zen, soprattutto, pongono domande, e lo fanno sotto la forma del dialogo, usato come espressione di un linguaggio vivo, opposto alla rigidità della lingua scritta.

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Emotivi Anonimi

Angélique è una giovane cioccolataia afflitta da un’insicurezza patologica. Rimasta senza lavoro, si rivolge alla piccola “Fabrique de Chocolat”, dove viene subito assunta dal proprietario Jean-René, uomo apparentemente schivo e rigido, ma in verità affetto a sua volta da una timidezza ai limiti dell’asocialità. A causa di un’incomprensione, Angélique viene assunta come rappresentante e, accettando passivamente la cosa, si trova costretta a combattere contro le sue difficoltà a comunicare per cercare di risollevare il declino della piccola azienda. Nel frattempo, Jean-René si consulta col suo psichiatra e, per superare i propri imbarazzi, si impone il compito di invitare a cena una donna.

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Bagdad Café

Una pittoresca donna tedesca in fuga dopo una lite coniugale, si ritrova in uno strano motel in mezzo al deserto dell’Arizona, il Bagdad Cafè. Qui scopre di avere molti amici che le regaleranno una ventata di ottismo.

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L’arte di ottenere ragione

Vera perla nascosta negli scritti postumi di Schopenhauer, venne elaborato «come un pulito preparato anatomico» per dare una sistemazione formale agli «artifici disonesti ricorrenti nelle dispute». Schopenhauer fornisce trentotto stratagemmi, leciti e illeciti, a cui ricorrere per «ottenere» ragione: per difenderla quando la si ha, e per farsela dare quando sta dalla parte dell’avversario. Lettura attraente e quanto mai utile: con freddezza classificatoria Schopenhauer ci indica «le vie traverse e i trucchi di cui si serve l’ordinaria natura umana per celare i suoi difetti».

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La civiltà dell’empatia

Per secoli, filosofi, scienziati, psicologi ed economisti hanno contribuito a diffondere l’idea che l’essere umano sia per natura aggressivo e utilitarista, teso principalmente al soddisfacimento egoistico dei propri bisogni e al guadagno materiale. La storia, quindi, non sarebbe altro che una lotta senza quartiere tra individui isolati, solo occasionalmente uniti da ragioni di mera utilità e profitto. Ma negli ultimi decenni alcune sensazionali scoperte nel campo della biologia e delle neuroscienze hanno messo in dubbio questa tesi e hanno dimostrato, al contrario, che uomini e donne manifestano fin dalla più tenera età la capacità di relazionarsi con gli altri in maniera empatica, percependone i sentimenti, in particolare la sofferenza, come se fossero i propri. Alla luce di questo nuovo approccio, Jeremy Rifkin propone una radicale rilettura del corso degli eventi umani. Se nel mondo agricolo la coscienza era governata dalla fede e in quello industriale dalla ragione, con la globalizzazione e la transizione all’era dell’informazione, si fonderà sull’empatia, ovvero sulla capacità di immedesimarsi nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona.

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Cena tra amici

Vincent, agente immobiliare quarantenne si reca a cena dalla sorella Elizabeth e dal cognato Pierre (entrambi docenti). È stato invitato anche Claude che è un orchestrale. In attesa della ritardataria moglie Anne, Vincent si trova al centro dell’attenzione. I due infatti stanno per avere un bambino. Tutto procede per il meglio sino a quando si tocca un argomento che dà il via a una serie di situazioni problematiche: il nome scelto per il nascituro.

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