Archivi categoria: Mercato interno

Si intende me stesso e tutte le persone con le quali posso realmente entrare in contatto. Si contrappone al concetto di mercato esterno che identifica il mondo dei media ed il villaggio globale.

Wild

Nell’America degli anni ’90 una ragazza rimasta sola con il proprio fratello dopo la morte improvvisa della madre e la fine del proprio matrimonio, chiusa nella dipendenza dall’eroina decide di affrontare il Pacific Crest Trail a piedi, piú di 1.600 Km in totale solitudine macinati in piú di due mesi. In questo periodo ripensa a quello che le è successo e che è determinata a superare con un’impresa che pare superiore alle sue forze.

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Te stesso al 100%

Nella nostra società vive ancora il retaggio profondo di un pensiero antico: ottenere troppo, sentirsi troppo felici volando come Icaro vicini al sole conduce inevitabilmente a una caduta disastrosa. In anni di esperienze professionali e personali, l’autore è giunto alla conclusione opposta: il potenziale a disposizione di ciascuno per raggiungere la felicità non ha limiti. È possibile godersi la vita e reagire positivamente agli inevitabili problemi senza lasciarsi prendere da depressione, sensi di colpa o ansia. A trattenerci è solo la paura, che ci spinge a conformare la nostra vita a una sorta di mediocrità sentita come normale.

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Siamo tutti creativi

Un prezioso manuale ci guida alla scoperta delle nostre infinite potenzialità. Prendere il comando della propria vita, trovare soluzioni facili a problemi complessi, risvegliare e mettere a frutto le risorse nascoste che ciascuno ha dentro di sé, ottenere il massimo non solo da noi stessi ma anche da chi ci circonda. Chi non lo vorrebbe? Ma la vita di tutti i giorni a volte sembra un percorso a ostacoli disegnato apposta per frustrare le nostre migliori intenzioni. In questo libro Hubert Jaoui spiega che ciascuno porta dentro di sé un tesoro di immaginazione e fantasia, una fonte di benessere e creatività capace di trasformare il nostro sguardo sul mondo. Attraverso suggerimenti, indicazioni, giochi e piccoli esercizi, scopriremo che quel potenziale dormiente può essere facilmente risvegliato e, una volta appreso come metterlo in pratica, niente ci apparirà più come prima. La strada verso il successo attende ognuno di noi.

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L’arte di far domande

Comunicare non vuol dire semplicemente “parlare” e trasmettere informazioni. Spesso ci si concentra troppo sull’assertività, dimenticando l’ascolto e ancor più la capacità di fare domande. E anche nel caso in cui, all’interno di un’organizzazione, si pongano domande, l’interlocuzione avviene con la presunzione di conoscere già le risposte. A parere di Schein, al contrario, bisognerebbe parlare meno e imparare a fare le domande giuste. Questo atteggiamento, che presuppone una buona disposizione all’ascolto, vale per tutti ma soprattutto per i leader delle organizzazioni. Un buon leader non dovrebbe solo saper orientare, dare direttive ed esprimere valori; dovrebbe anche capire quando è il momento di domandare e di mettersi in ascolto “con umiltà”. Porre domande e fermarsi ad ascoltare genera un clima di reciproca fiducia e facilita la comunicazione dal basso verso l’alto, indispensabile nelle organizzazioni. Scrive infatti Schein che “in un mondo sempre più complesso, connesso e culturalmente diversificato non possiamo pensare di comprendere persone di cultura professionale, aziendale e personale diversa. Se non sappiamo fare domande e costruire relazioni fondate sul rispetto reciproco e sulla consapevolezza che l’altro possa essere a conoscenza di cose che potremmo aver bisogno di sapere, non possiamo interagire”.

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L’infinito viaggiare

“Ci sono luoghi che affascinano perché sembrano radicalmente diversi e altri che incantano perché, già la prima volta, risultano familiari, quasi un luogo natio. Conoscere è spesso, platonicamente, riconoscere, l’emergere di qualcosa magari ignorato sino a quell’attimo ma accolto come proprio. Per vedere un luogo occorre rivederlo. Il noto e il familiare, continuamente riscoperti e arricchiti, sono la premessa dell’incontro, della seduzione e dell’avventura; la ventesima o centesima volta in cui si parla con un amico o si fa all’amore con una persona amata sono infinitamente più intense della prima. Ciò vale pure per i luoghi; il viaggio più affascinante è un ritorno, come l’odissea, e i luoghi del percorso consueto, i microcosmi quotidiani attraversati da tanti anni, sono una sfida ulissiaca. “Perché cavalcate per queste terre?” chiede nella famosa ballata di Rilke l’alfiere al marchese che procede al suo fianco. “Per ritornare” risponde l’altro.”

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Breve storia delle emozioni

Nonostante nel corso dei millenni siano state esplorate da filosofi e letterati e da oltre un secolo siano state oggetto di studio scientifico in modo sistematico, le emozioni sono una realtà in gran parte ancora misteriosa. Esse costituiscono esperienze complesse, perché hanno al tempo stesso profonde radici neurobiologiche, sono dotate di importanti significati in connessione con interessi e scopi, hanno una valenza sociale nelle relazioni con gli altri e sono definite dalla cultura di appartenenza. Questi diversi aspetti interagiscono fra loro e s’influenzano a vicenda, con la conseguenza che le emozioni vanno a formare un continente multiforme, spesso connotato da conflittualità e ambiguità.

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Autopromozione per introversi

Siete timidi e introversi? Se la risposta è sì, quante volte qualcuno più estroverso e sicuro di sé vi ha superati nelle selezioni per un lavoro? E quante volte siete stati zitti durante una riunione o siete stati scavalcati in una promozione? Ma le cose possono cambiare: basta seguire i consigli giusti. Il libro, scritto da una coach che si auto definisce introversa per tutti gli introversi, vi insegnerà a: credere in voi stessi e promuovervi senza millantare – nelle relazioni, nei colloqui e sul lavoro; usare le doti “silenziose” (scrivere, fare ricerche, ascoltare) a vostro vantaggio; presentarvi con autorevolezza e fare le mosse giuste per ottenere avanzamenti di carriera e lavori migliori. Con suggerimenti di grandi estroversi e introversi – da Warren Buffett a Bill Clinton a “Magic” Johnson – e numerose schede di autovalutazione.

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Quel pollo di Icaro

Ci hanno sempre detto di seguire le regole e non rischiare. Ci hanno messo in guardia ricordandoci che abbandonare la vecchia strada è pericoloso ed è molto meglio avere una serie di regole sicure da seguire. Tenete la testa bassa. Non volate troppo vicino al sole. Ma di cosa stiamo parlando? Non uscire dalla zona di comfort non è un consiglio praticabile nell’era della connection economy, ora bisogna fare i conti con una nuova verità: la prudenza è sempre troppa. È ora di volare più in alto che mai. Nel suo libro più coraggioso e provocatorio, Seth Godin ci mostra come avere successo in un’economia che premia la creatività, non l’ubbidienza, e spiega perché i veri innovatori cercano la fiducia, l’originalità, la leadership, le storie virali, e afferma con passione che dovremmo iniziare a vedere il nostro lavoro come un’opera d’arte. L’arte non è scritta nel nostro DNA e non è un talento innato. È un atteggiamento, accessibile a chiunque abbia una visione che altri non hanno e il coraggio di metterla in pratica. Steve Jobs era un artista, così come lo erano anche Henry Ford e Martin Luther King. Lavorare come un artista significa investire in risorse che fanno la differenza: creatività, lavoro emotivo e grinta. Non è un cammino per deboli di cuore e Godin vi spiegherà perché è la vostra unica occasione per farvi notare. Questo è il momento di scoprire nuovi territori e nuovi lavori senza la certezza di una mappa. Allora, che cosa decidete di fare?

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La storia del Piccolo Pinguino

Nel mondo di oggi si moltiplicano gli stati psicologici negativi: ansia, insoddisfazione, incapacità di essere felici… Molti sostengono che l’origine di questo malessere esistenziale sia la nostra incapacità di adattarci alla vita, ma lo psicologo Denis Doucet arriva a una conclusione opposta e molto interessante. Secondo la sua analisi siamo invece afflitti (come Piccolo Pinguino) da un eccessivo sforzo di adattamento alle richieste subdole o esplicite degli altri (le Foche Furbacchione), a partire dalla cerchia più ristretta di famigliari e amici per arrivare alle richieste sempre più potenti del mondo del lavoro e della società dei consumi. Ossessionati come siamo dai conformismi contemporanei (per esempio il mito del cambiamento a tutti i costi), non abbiamo più né tempo né energie per concentrarci su obiettivi raggiungibili e significativi per noi, sul gusto di coltivare l’impegno e la qualità. Questo libro ci induce a riflettere per maturare la nostra individuale presa di coscienza e le nostre personali soluzioni.

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One week

“Cosa faresti se avessi solo un giorno o una settimana o un anno da vivere? Lo passerei come l’ho passato oggi!”. Il fim narra la storia di Ben Tyler, giovane uomo che si allontana dalla sua quotidianità fatta di un matrimonio in crisi, un lavoro insoddisfacente e una diagnosi che lo condanna a morte, per cercare di vivere pienamente il tempo che gli rimane.

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