Archivi categoria: Fisico, mente e alimenti

Relativamente all’€™aspetto mentale, sono da considerare tutte la attività non collegate direttamente a quella lavorativa (es. leggere un libro tecnico collegato alla propria professione non rientra nella ginnastica mentale; risolvere un cruciverba o leggere un romanzo sì).

Stay. Nel labirinto della mente

Sam Foster è psichiatra in una prestigiosa università americana. Quando un suo giovane paziente, Henry Letham, gli confida il suo desiderio di suicidarsi entro tre giorni, Sam lo sottopone a una terapia durante la quale il ragazzo comincia a fare orribili premonizioni. Le profezie ben presto si avverano e per il dottore inizia una disperata corsa contro il tempo per salvare il ragazzo, se stesso e le persone a lui più care…

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Unicamente umano

Che cosa rende unico l’essere umano differenziandolo da ogni altro animale? Il linguaggio? La capacità di fabbricare utensili? Le credenze religiose? È dal tempo di Darwin che si cerca di dare una risposta a questo interrogativo. Il libro suggerisce una nuova, affascinante soluzione all’enigma: la chiave della nostra unicità sta nella propensione tutta umana alla cooperazione sociale. Non diversamente dalle scimmie antropomorfe, come oranghi e scimpanzé, anche i nostri antenati erano esseri sociali capaci di risolvere problemi grazie al pensiero. Ma erano in competizione fra loro e miravano soltanto ai propri scopi individuali. Quando i cambiamenti ambientali li costrinsero a condizioni di vita più cooperative, dovettero imparare a coordinare menti e azioni per perseguire obiettivi condivisi, e a comunicare i propri pensieri ai partner della collaborazione. In definitiva l’esigenza di lavorare insieme è ciò che rende possibile il linguaggio, le forme di pensiero complesse, la cultura.

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E’ facile usare il 100% del tuo cervello…

Ognuno di noi vorrebbe guadagnare di più, lavorare di meno, avere successo e rendere al 100% delle proprie possibilità. Eppure la realtà dei fatti è ben diversa, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo. Questo libro illustra un metodo in dieci tappe per riuscire a prendere il meglio di sé e a trasformarlo in una formula vincente nel mondo del lavoro. Perché i risultati sono a portata di tutti, basta solo sapere come valorizzare al massimo le qualità individuali senza sforzi sovraumani e senza diventare schiavi del lavoro. Il segreto, paradossalmente, è focalizzarsi su obiettivi molto ambiziosi, anziché farsi bloccare dai problemi spiccioli che si incontrano nella quotidianità.

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Piccola guida per persone intelligenti…

Esistono due tipi di intelligenza: una più intuitiva e globale, l’altra più analitica e sequenziale. Roger W. Sperry (Nobel per la medicina nel 1981) ha localizzato nei due emisferi cerebrali l’origine dei due diversi tipi di funzionamento mentale, che in genere coesistono nella stessa persona, ma con prevalenza dell’uno sull’altro. Emisfero sinistro: verbale, analitico, razionale, tendente a passare dall’astratto al concreto… Emisfero destro: non verbale, distico, sintetico, visivo-spaziale, intuitivo, creativo, tendente alla visione d’insieme e al passaggio dal concreto all’astratto… Grazie a impulsi nervosi più veloci, chi usa questo emisfero riesce a cogliere ed elaborare più stimoli contemporaneamente e a creare idee e soluzioni innovative. Per quanto scienza, cultura e sistema educativo privilegino la struttura di pensiero analitico-razionale (che si ritrova nella maggioranza), la società da sempre riconosce e valorizza il talento degli intuitivi, che vengono solitamente definiti “creativi” (e costituiscono un’importante minoranza del 30%).

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Pensieri lenti e veloci

Siamo stati abituati a ritenere che all’uomo, in quanto essere dotato di razionalità, sia sufficiente tenere a freno l’istinto e l’emotività per essere in grado di valutare in modo obiettivo le situazioni che deve affrontare e di scegliere, tra varie alternative, quella per sé più vantaggiosa. Gli studi sul processo decisionale condotti ormai da molti anni dal premio Nobel Daniel Kahneman hanno mostrato quanto illusoria sia questa convinzione e come, in realtà, siamo sempre esposti a condizionamenti – magari da parte del nostro stesso modo di pensare – che possono insidiare la capacità di giudicare e di agire lucidamente. Illustrando gli ultimi risultati della sua ricerca, Kahneman ci guida in un’esplorazione della mente umana e ci spiega come essa sia caratterizzata da due processi di pensiero ben distinti: uno veloce e intuitivo (sistema 1), e uno più lento ma anche più logico e riflessivo (sistema 2). Se il primo presiede all’attività cognitiva automatica e involontaria, il secondo entra in azione quando dobbiamo svolgere compiti che richiedono concentrazione e autocontrollo. Efficiente e produttiva, questa organizzazione del pensiero ci consente di sviluppare raffinate competenze e abilità e di eseguire con relativa facilità operazioni complesse. Ma può anche essere fonte di errori sistematici (bias), quando l’intuizione si lascia suggestionare dagli stereotipi e la riflessione è troppo pigra per correggerla.

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Master-mind

Qual è il segreto della mente più brillante della letteratura di tutti i tempi? Come fa a risolvere la miriade di casi complicati solo grazie all’osservazione e al ragionamento, liquidando poi puntualmente l’ammirato assistente con il suo proverbiale “Elementare, Watson!”? La risposta è in questo saggio della psicologa Maria Konnikova che, da lettrice appassionata delle avventure di Sherlock Holmes, ne studia il processo mentale. Riprendendo una delle metafore più conosciute che il detective usa per illustrare i “poteri magici” della propria mente – il cervello come una soffitta vuota, che va riempita e organizzata – e attingendo alle teorie neuroscientifiche, l’autrice individua in Watson e Holmes i rappresentanti di due sistemi di pensiero contrapposti, di due modi diversi di organizzare la propria “soffitta” e quindi di ragionare. Attraverso un’analisi attenta, Konnikova fa luce sui meccanismi cognitivi umani innati – il sistema Watson – e sulle loro falle, che conducono a scelte e deduzioni erronee; per contro ci introduce al sistema Holmes, aiutandoci a capire come anche noi, con un po’ di esercizio, possiamo aspirare a esso, potenziando così il nostro spirito di osservazione e le capacità decisionali in ogni ambito della vita. Una nuova avventura al fianco di Sherlock Holmes, stavolta alla scoperta del mistero per eccellenza: la mente umana

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La vita emotiva del cervello

Cosa succede nel nostro cervello quando siamo tristi o euforici, arrabbiati o ottimisti, oppure quando abbiamo a che fare con gli altri? Quali sono le strutture cerebrali alla base della vita emotiva? Fino a non molti anni fa la ricerca psicologica e neuroscientifica non era affatto interessata al “cuore”, ma solo alla “testa”, ossia alle funzioni cognitive. Negli anni Settanta alcuni studiosi intrapresero una serie di ricerche pionieristiche che avrebbero portato alla nascita delle cosiddette “neuroscienze affettive”. Oggi Richard Davidson è riuscito a dimostrare l’intuizione che lo aveva folgorato all’inizio degli anni Settanta ad Harvard: ragione e sentimento non sono polarità inconciliabili, e a ciascuna corrispondono zone e funzioni cerebrali specifiche. Su queste basi Davidson ha elaborato la teoria degli stili emozionali, sei dimensioni emotive che descrivono la personalità di ognuno. Poiché le emozioni si fondano su precise basi neurali, è possibile intervenire sui nostri comportamenti, disfunzionali o meno. Le neuroscienze hanno persino individuato nella meditazione uno strumento molto potente per modificare le strutture cerebrali, sfruttandone la neuroplasticità. A garanzia del valore di queste ricerche, l’equipe di “collaboratori” di Davidson annovera niente meno che il Dalai Lama. Il cervello non è una scatola impenetrabile e immutabile come si è pensato per secoli: migliorandone il funzionamento, possiamo vivere meglio con noi stessi e con gli altri.

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The Master

Freddie Quell è un soldato uscito dalla Seconda Guerra Mondiale con il sistema nervoso a pezzi. A poco servono le cure che l’esercito gli offre, se non a rendere esplicita un’ossessione per il sesso. A ciò si aggiunge un forte interesse per l’alcol che si traduce in misture che lui stesso si prepara e che offre agli altri con esiti non sempre positivi. Finché un giorno, in modo del tutto casuale, Freddie incontra Lancaster Dodd. Costui ha inventato un metodo di introspezione che sperimenta sul disturbato Marine, il quale sembra trarne giovamento. Da quel momento ha inizio un sodalizio che li vedrà percorrere insieme un lungo tratto di strada. Anche se il loro viaggio finirà con l’offrire loro esiti assolutamente diversi.

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Una bella mente

Spendiamo un capitale per migliorare il nostro aspetto esteriore -in abiti, cosmetici, diete, palestre e perfino in chirurgia estetica- ma non prendiamo neanche in considerazione l’unica cosa capace di rendere chiunque più attraente: una bella mente. Non costa nulla, richiede poco tempo e, senza di essa, anche la persona fisicamente più avvenente risulta sgradevole. Inoltre, a differenza della bellezza fisica, non tende a svanire con l’età, anzi: può perfino aumentare con la saggezza dell’esperienza. Se volete avere una bella mente, potete farlo. Non è una questione di intelligenza innata e non servono conoscenze particolari. Il punto sta nel modo in cui usate la vostra mente. Questo libro intende spiegare come fare.

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L’anima del cervello

“È solo all’alba del XXI secolo – scrive Oliver Sacks – che abbiamo incominciato ad avere la consapevolezza e la misura reale della complessità del corpo umano, a comprendere come natura e cultura interagiscono tra loro e come il cervello sia figlio della mente e viceversa”. Il volume mostra come i lobi frontali siano più sviluppati nell’uomo rispetto a ogni altro essere vivente e siano dunque quelli che ci rendono più “umani” e costituiscano di fatto l'”anima” più profonda delle nostre stesse funzioni mentali. Elkhonon Goldberg illustra infatti come quella zona del cervello ci consenta di affrontare processi mentali complessi, come essa controlli il nostro giudizio e il nostro comportamento etico e sociale, la moralità, la memoria e l’origine della leadership e spiega infine come possano essere devastanti gli effetti di un danno cerebrale in quella regione. Ma questo libro è qualcosa di più che una semplice e piana esposizione di casi clinici: è anche un memoir intellettuale di un grande studioso dalla vita affascinante, di un uomo che è stato uno degli allievi prediletti del grande neurologo russo Aleksandr Lurija.

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