Archivi categoria: Economia

Per economia si intende la sensazione psicologica di piacere/soddisfazione che deriva dall’€™acquisto di un bene/servizio che non rientra tra quelli di prima necessità . Tale sensazione deve essere considerata in rapporto alla sua durata e allo sforzo necessario per guadagnare il denaro che si è speso per l’€™acquisto.

Homo consumens

La sua dote più preziosa di Bauman è quella di riuscire a penetrare la scorza del mondo sociale, che appare nella sua naturale ovvietà, per mostrarci significati difficili da cogliere proprio perché così quotidiani e evidenti. Nella società dei consumi della modernità liquida, lo sciame tende a sostituire il gruppo. Lo sciame non ha leader né gerarchie perché il consumo è un’attività solitaria, anche quando avviene in compagnia. La società dei consumatori aspira alla gratificazione dei desideri più di qualsiasi altra società del passato ma, paradossalmente, tale gratificazione deve rimanere una promessa e i bisogni non devono aver fine, perché la piena soddisfazione sfocerebbe nella stagnazione economica. Il contraltare dell’homo consumens è l’homo sacer, il povero che, per carenza di risorse, è stato estromesso dal gioco in quanto consumatore difettoso o “avariato”. La miseria degli esclusi non è più considerata un’ingiustizia da sanare, ma il risultato di una colpa individuale: così, le prigioni si sostituiscono alle istituzioni del welfare. Il contributo che Bauman offre con questa analisi critica è quello di riproporre il tema dell’agire morale: un agire intrinsecamente libero, e quindi sempre a rischio di venir meno, ma che pure costituisce una caratteristica originaria dell’essere umano, alla base della sua socialità e, in ultima istanza, della sua sopravvivenza come specie.

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Irrazionali e contenti

Un viaggio alle origini delle nostre scelte economiche, scritto a quattro mani da una giornalista scientifica e da un economista. Come prendiamo le nostre decisioni in fatto di soldi? Perché non sempre seguono logiche razionali? La banca Lehman Brothers avrebbe avuto miglior sorte se a guidarla fossero state le Lehman Sisters? Cosa abbiamo da spartire noi umani con la monkeynomics, l’economia delle scimmie? Guardando alle ultime ricerche sulla biologia e la fisiologia dei comportamenti economici, gli autori ci portano nel territorio – affascinante e ancora poco conosciuto – in cui economia e neuroscienze si incontrano. La scienza economica ha sempre basato le sue previsioni teoriche sul cosiddetto homo oeconomicus, un modello ideale di decisore, razionale ed egoista, centrato solo sul proprio interesse. Un’astrazione perfetta, che però non esiste. Le donne e gli uomini in carne e ossa non sono affatto algidi, prevedibili e coerenti come il paradigma vorrebbe; agiscono in modo ben diverso, guidati da sentimenti, reazioni, speranze, timori e slanci di ottimismo. Questo libro parte proprio dallo scostamento, non occasionale, tra teoria e realtà dei comportamenti umani e prova a spiegarli non solo con le parole degli economisti ma soprattutto con le ricerche di chi studia il nostro cervello e le complesse reti neuronali dove nascono le nostre decisioni. Tra neuroscienze, neuroeconomia e neuromarketing, studi sulle differenze di genere e sul comportamento animale, gli autori tracciano un affascinante itinerario per comprendere non solo l’origine di alcune scelte individuali ma anche di importanti decisioni macroeconomiche.

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La psicoeconomia di Charlie Brown

Nessuno vorrebbe essere stressato, inefficiente e con i conti in rosso. Ma spesso lo siamo: come individui e come Paese. Lo dimostrano la recente crisi e la persistente difficoltà dei governi a farci “fare la cosa giusta”: inquinare meno, pagare le tasse, andare alle urne, bere con moderazione… Perché siamo così difficili da governare? Perché si parte dal presupposto che siamo esseri economicamente razionali. Peccato non sia così, come rivelano numerosi esperimenti sul campo e le immagini del cervello in azione. In realtà siamo insicuri come Charlie Brown, egocentrici come Lucy, pigri come Snoopy. Il modo per cambiare in meglio i nostri comportamenti non è subissarci di raccomandazioni, norme e burocrazia, ma spingerci gentilmente nella direzione giusta. Come? Ce lo spiega Matteo Motterlini in questo libro, ricco di casi esemplari ed esperimenti curiosi, che delinea una proposta praticabile in tre semplici passi. Il primo è creare un ambiente di scelta più ecologico e salutare: bollette e contratti più trasparenti, termostati più intelligenti, mense scolastiche più sane, informazioni più accessibili. È la rivoluzione del nudge, già adottata negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei. Il secondo riguarda la politica, che dovrebbe abbandonare i provvedimenti dettati dall’improvvisazione e dall’ideologia per basarli sull’evidenza dei dati. Il terzo dipende da noi, perché le “regole di Charlie Brown” valgono per tutti nelle decisioni di ogni giorno.

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I soldi in testa

“Un dvd, una lampada al quarzo, una sedia da giardino; ma anche un taglio di capelli, una stanza singola, un biglietto di un treno: un qualsiasi bene ha varie caratteristiche che ci servono per definirlo. E il prezzo è probabilmente una delle più utili, o perlomeno è una di quelle che non trascuriamo quasi mai. Una volta che l’abbiamo fissato, insieme alle altre peculiarità che ci permettono di riconoscere quel bene, il prezzo tende a restarvi appiccicato. Tutto andrebbe bene, basterebbe che i prezzi restassero immutati, come avviene di solito per il peso e le dimensioni degli oggetti. Tuttavia è evidente che i prezzi salgono e talvolta, assai raramente, scendono. Ma come faccio a capire se sono i prezzi che sono saliti oppure sono io di cattivo umore? E soprattutto quanti pacchi di fusilli mi costa una stanza singola?” Paolo Legrenzi spiega cosa succede quando la nostra mente ha a che fare con i soldi, i risparmi, gli investimenti, gli alti e i bassi della vita, le perdite e i guadagni, partendo da una considerazione più generale: a chi rivolgerci per capire cosa è meglio fare? Verrebbe da dire ai consulenti finanziari. Invece, come argomenta in queste pagine Legrenzi, è alla psicologia che bisogna pensare, a quella disciplina che si occupa di tutti i comportamenti umani, e quindi anche del nostro agire economico, dalle scelte più spicciole e quotidiane fino alle decisioni più complesse. Per capire il valore delle cose, come spendere e risparmiare, fare prestiti per i consumi…

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€ 100 Bastano

Ancora poco più che trentenne, Chris Guillebeau sta per completare un intero giro del mondo – ha già visitato 175 paesi – e ancora non gli è capitato di avere un “lavoro vero” o di guadagnare uno stipendio regolare. In compenso, ha dimostrato una geniale propensione a trasformare le idee in reddito. Nei suoi viaggi e nelle sue ricerche, Chris ha incontrato più di 1.500 persone che come lui hanno messo in piedi imprese che hanno generato utili significativi (in alcuni casi molto significativi) partendo da un investimento iniziale minimo o nullo, e ha scelto di descrivere in questo libro i casi di start up più esemplari e intriganti. Si tratta quasi sempre di persone senza particolari abilità, che hanno scoperto come monetizzare alcuni aspetti delle loro passioni personali e hanno saputo ristrutturare le loro vite intorno a questa “invenzione”, ottenendo in cambio, oltre che un sacco di soldi, anche e soprattutto molta libertà e soddisfazione. Questa guida alla creazione del proprio futuro non si limita certo a considerazioni di carattere generale, ma ci racconta esattamente quanti soldi hanno impiegato questi inaspettati imprenditori per mettere in piedi il proprio progetto e farlo partire, che cosa hanno fatto nelle prime settimane e nei primi mesi per produrre un saldo positivo, gli errori di percorso in cui si sono imbattuti e le intuizioni cruciali che hanno fatto prosperare le loro attività.

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Propagare l’ideavirus

Con l’espressione ‘Ideavirus’ Seth Godin definisce il dialogo che si stabilisce tra consumatori e che secondo l’autore è l’unico vero motore di un’informazione efficace. Per dirlo con le sue parole un’idea-virus è “una grande idea che corre, scatenata, attraverso il target. È un’idea affascinante, che si propaga attraverso una parte della popolazione, educando, cambiando e influenzando chiunque incontri.”

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Per amore o per denaro

La limpidezza di questo libro è assicurata dal costante rinvio alla dimensione della vita quotidiana, spesso della sfera domestica: uno scenario che – se esplorato con spregiudicatezza – dispensa, nella sua consuetudine, inesauribili novità. In esso vengono calati temi di portata generale quali la famiglia, il lavoro, il genere, il capitalismo, la globalizzazione, per osservare come l’espressività emotiva, l’attenzione per l’altro e gli atteggiamenti di cura reagiscono e collidono con una cultura sempre più improntata alla promozione “commerciale” di se stessi e alla quantificazione strumentale di ogni sentimento umano.

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Sunshine Cleaning

Autore: Alan Arkin
I Lorkowski sono una famiglia alquanto strampalata. Rose, al liceo faceva la cheerleader, ora che ha trent’anni fa la domestica e vuole sbarcare il lunario per pagare gli studi all’eccentrico figlio di otto anni. La sorella piú piccola, Norah, è un po’sballata: vive ancora a casa con il padre e ha appena perso l’ennesimo lavoro. Il padre Joe è sempre alla ricerca di un modo per fare "soldi facili". Così un giorno Rose e Norah hanno una brillante idea: aprire una ditta specializzata nella pulizia delle scene del crimine; benché ripugnante e inquietante, l’attività si rivelerà un vero e proprio business.

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Polli contro balene

Autore: Robert H. Frank
Questo libro accomuna in un’improbabile simbiosi due tipi di scienziati che, a prima vista, sembrerebbero non avere molto in comune: il naturalista e l’economista. Ma teoria dell’evoluzione e economia hanno in realtà molte analogie, e spesso gli argomenti usati per spiegare determinati fenomeni economici hanno una sorprendente affinità con l’evoluzione biologica. E "poiché gli uomini si sono evoluti come narratori di storie, praticamente tutti trovano facile assorbire le informazioni in forma narrativa". Di qui la formula di questo libro non convenzionale ma curioso e al tempo stesso serissimo, basato su domande e risposte riguardanti argomenti e situazioni solo in apparenza "minori" – che possiamo osservare nella vita di ogni giorno: si va dal frigorifero al computer, dalle auto usate al fascino esercitato dalla timidezza, ai tacchi alti portati dalle donne (e ai bottoni dei loro abiti). Fra i principi che meglio si prestano ad essere esposti mediante una forma "narrativa" (accompagnata, in questo caso, da divertenti vignette), e che aiutano i lettori a imparare in modo facile e indolore i fondamenti dell’economia, ci sono per esempio il principio dei costi e benefici e la legge della domanda e dell’offerta. Ancora più sorprendente è il fatto che una quantità insospettata di comportamenti strani o misteriosi in cui ci si imbatte nell’esperienza quotidiana risultano avere, a un attento esame, precise motivazioni economiche.

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Troppa scelta

Autore: Gianpiero Lugli
Scaffali colmi di prodotti, innumerevoli modelli di automobili, un’offerta televisiva vastissima e, su Internet, musica, viaggi, film, giochi, servizi di ogni genere: tutto questo ci pone di fronte alla difficoltà di gestire l’eccesso di scelta (choice overload) quando dobbiamo decidere che cosa acquistare. La nostra mente cognitiva non riesce infatti a valutare le diverse alternative quando diventano troppo numerose. L’esperienza di acquisto diventa dunque sempre meno gratificante perché l’espansione della scelta provoca confusione, incertezza e ansia: al timore di sbagliare dovuto alla crescita della nostra responsabilità, si accompagna il rammarico che proviamo dopo l’acquisto, quando non siamo certi di aver fatto la scelta corretta. Il testo analizza le implicazioni economiche, psicologiche e relazionali dell’eccesso di varietà e presenta, inoltre, alcune soluzioni per facilitare il processo di acquisto. Respingendo l’orientamento dominante che intende risolvere il problema dell’eccesso di scelta con la razionalizzazione dell’assortimento e la riduzione delle alternative di acquisto, l’autore propone di attuare soluzioni tecnologiche e manageriali che intervengono sulla rappresentazione della scelta trasformando così il ruolo dei distributori in "architetti della scelta".

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